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I filosofi di questo capitolo.

Agricola Rodolfo (1443-1485). Nacque a Baflo, presso Grningen, e
mor  durante  il  ritorno in Germania dopo un  soggiorno  a  Roma.
Roelof  Huysman latinizz il proprio nome in Agricola. Umanista  di
origine frigia, dopo aver soggiornato a lungo in Italia, dove  sub
l'influenza  di  L.  Valla,  insegn  filosofia  all'Universit  di
Heidelberg.Nella  sua  opera De inventione dialectica  espresse  un
atteggiamento critico nei confronti della scolastica e  dei  metodi
con cui era insegnata.

Alberti  Leon  Battista  (1404-1472).  Nacque  a  Genova,  figlio
naturale di un esule fiorentino. Dopo avere studiato a Padova  e  a
Bologna e aver viaggiato molto, si trasfer, nel 1432, a Roma  dove
ricopr  la carica di "abbreviatore apostolico", cio di  estensore
di  lettere  nella cancelleria pontificia. Nel 1434 lo  troviamo  a
Firenze, dove entra in contatto con gli esponenti della rivoluzione
artistica  e  architettonica del Rinascimento: Ghiberti,  Masaccio,
Donatello, Brunelleschi. All'attivit teorica, che produce numerosi
trattati,  affianca  quella  di  architetto:  progetta  il   tempio
malatestiano  di Rimini, la facciata di Santa Maria  Novella  e  il
Palazzo Rucellai a Firenze, San Sebastiano e Sant'Andrea a Mantova,
la  rotonda  della Chiesa dell'Annunziata a Firenze. L'opera  forse
pi significativa della sua produzione teorica  costituita dal  De
re aedificatoria, un imponente trattato sull'architettura nel quale
sono  definiti  il  ruolo  e  la formazione  dell'architetto  e  la
funzione  del  committente,  i materiali  per  la  costruzione,  il
processo di progettazione, l'intervento per correggere i difetti e,
soprattutto,  si  spiega in che cosa consista la bellezza.  Mor  a
Roma.
Il   primo  scritto  di  Alberti    una  commedia  in  latino,  il
Philodoxeos  (1424); suggerimenti per fuggire un  amore  cominciato
male si trovano in un altro scritto in latino, Deiphira, mentre  il
trattato  De  commodis  illustra  le  difficolt  che  incontra  un
intellettuale   nella   societ  del  suo  tempo;   successivi   al
trasferimento  a Roma sono il trattato Della Famiglia,  in  quattro
libri,  e  i  trattati sull'arte, De statua e De pictura.  Al  1436
risalgono alcuni brevi scritti sulla fede e sulla fortuna; dopo  il
1443  redige  un  trattato politico-morale, Momus,  una  Grammatica
della  lingua toscana e, soprattutto, il De re aedificatoria.  Dopo
il  1450,  pur  dedicandosi con maggiore  intensit  al  lavoro  di
architetto,  scrive un trattato sulla retorica,  Trivia  senatoria;
degli    aforismi,   Sentenze   pitagoriche;   uno   studio   sulla
crittografia,  De  componendis  cifris;  e  un  dialogo   sull'uomo
modello, De iciarchia.

Bracciolini Poggio (1380-1459). Nacque a Terranuova  in  Valdarno
(oggi  Terranuova  Bracciolini, Arezzo).  Viaggi  e  assunse  vari
incarichi per la Curia pontificia. Scopr diversi codici con  testi
della  letteratura  latina,  tra i quali  il  De  rerum  natura  di
Lucrezio.  Scrisse, fra l'altro, un Liber facetiarum e le Historiae
florentini populi.

Colet  John  (1467-1519).  Nacque e  mor  a  Londra.  Teologo  e
umanista,  polemizz  con  la tradizione  scolastica  dominante  ad
Oxford e a Cambridge; si fece promotore di una ripresa dello studio
dei Padri della Chiesa e fond la scuola umanistica di San Paolo.

Erasmo da Rotterdam (1466/69-1536). Geer Geertsz tradusse il  suo
nome  in  Erasmo Desiderio. Dall'Olanda, dove era nato, si trasfer
per  studiare  a Parigi e qui, nel 1492, venne ordinato  sacerdote.
Viaggi molto: pi volte in Inghilterra, dove conobbe J. Colet e T.
Moro,  di  cui divenne intimo amico; in Italia, dove  nel  1506,  a
Torino,  ottenne il titolo di dottore in teologia. Nel  1505  aveva
pubblicato le Annotazioni al Nuovo Testamento di L. Valla. Nel 1521
si  trasfer  a  Basilea,  che,  con l'eccezione  di  un  soggiorno
abbastanza  lungo  a Friburgo, fu la sua dimora stabile  fine  alla
morte. In corrispondenza con papi e sovrani (di Erasmo ci resta  un
vastissimo Epistolario), fu fortemente critico nei confronti  della
Chiesa, ma non accett mai le posizioni scismatiche di Lutero,  con
il quale anzi polemizz apertamente. Mor a Basilea.
Enchiridion  militis christiani ("Manuale del soldato  di  Cristo")
del 1502; nel 1509, appena morto il papa Giulio secondo, scrive una
satira  feroce  contro di lui, Iulius exclusus  e  coelis  ("Giulio
escluso  dal  paradiso"),  cui  segue  il  famoso  Encomion  moriae
("Elogio  della pazzia") pubblicato nel 1511; nel 1516 pubblica  un
testo  su  san  Girolamo  e il Novum Instrumentum,  cio  il  Nuovo
Testamento   nel  testo  greco  rivisto  e  corretto  con   criteri
filologici  e  una traduzione latina che corregge gli errori  della
vulgata.  Nello stesso anno esce l'Institutio principi  christiani,
dedicato a Carlo di Asburgo, il futuro Carlo quinto. Contro  Lutero
scrive  la  Diatriba  de libero arbitrio ("Discussione  sul  libero
arbitrio"),  apparsa  nel  1524. Abbiamo inoltre  due  raccolte  di
scritti  vari:  Adagiorum collectanea ("Raccolta  di  adagi"),  una
collezione di detti, proverbi, modi di

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dire   e   aneddoti  che  lo  stesso  Erasmo  ristampa  pi   volte
arricchendola sempre di nuovo materiale, e Colloquia ("Colloqui").

Ficino Marsilio (1433-1499). Nacque a Figline Valdarno, vicino  a
Firenze.  Giunse alla "corte" dei Medici dove Cosimo gli affid  il
compito  di studiare e diffondere il pensiero platonico.  Organizz
incontri  e  dibattiti nella casa che Cosimo gli aveva assegnato  a
Careggi,  sulle  colline a nord di Firenze,  dando  vita  a  quella
Academia   charegiana  che,  con  Lorenzo  il  Magnifico,   sarebbe
diventata   l'Accademia  fiorentina.  Marsilio  prese  gli   ordini
sacerdotali, e tenne le sue lezioni anche nella cattedrale di Santa
Maria del Fiore. Mor a Firenze.
Oltre  alle traduzioni in latino degli Oracoli caldaici, del Corpus
Hermeticum,  degli  Inni  orfici, di  testi  di  Platone,  Plotino,
Porfirio, Giamblico, Proclo e dello Pseudo-Dionigi, fu autore,  fra
l'altro,  del  De  christiana religione (1474)  e  della  Theologia
platonica de immortalitate animorum (1482).

Ghiberti  Lorenzo (1378-1455). Nacque e mor  a  Firenze.  Orafo,
scultore,  architetto e scrittore d'arte. E' l'autore di due  delle
tre porte del Battistero di San Giovanni in Firenze, e delle statue
di   san  Giovanni  Battista  e  di  san  Matteo  nella  Chiesa  di
Orsammichele,  sempre  a  Firenze. Fu  autore  dei  Commentari,  un
trattato di ottica, anatomia e teoria delle proporzioni, una vera e
propria storia dell'arte italiana fra Trecento e Quattrocento.

Le Fvre Jacques d'taples (1455-1536). Nacque ad taples (Pas-de-
Calais)   e   mor   a  Nrac  (Lot-et-Garonne).  Fu   l'iniziatore
dell'Umanesimo  in  Francia. Si era formato in  Italia,  dove  sub
l'influenza  dell'Accademia  platonica  di  Marsilio  Ficino.  Cur
edizioni,  traduzioni e commenti di Aristotele, della  Bibbia,  del
Corpus  Hermeticum,  dello  Pseudo-Dionigi.  Propugnatore   di   un
cristianesimo  rinnovato, in cui la mistica neoplatonica  prendesse
il  posto  della scolastica, come Erasmo non accett di  ribellarsi
alla Chiesa cattolica per seguire la Riforma.

Leonardo  da  Vinci (1452-1519). Pittore, inventore,  architetto,
scienziato  e, quindi, in qualche modo, anche filosofo.  Dopo  aver
lavorato  a  Firenze  come allievo del Verrocchio,  si  trasfer  a
Milano  alla  corte  di Ludovico il Moro (1482)  dove  realizz  la
Vergine delle rocce e il famoso Cenacolo (1495-1497). A partire dal
1499  fu  a  Venezia,  a Firenze, dove dipinse  la  Gioconda,  e  a
Mantova.  Di nuovo a Milano, dal 1506 al 1513, quindi a  Roma,  nel
1513,  e,  infine,  a  partire  dal 1517,  in  Francia,  ospite  di
Francesco  primo,  dove mor nel castello di Cloux,  nella  regione
della Loira. La massa di disegni e scritti di Leonardo  imponente;
i  manoscritti  si trovano sparsi in tutti il mondo  e  sono  stati
oggetto anche di recente (1994) di passaggi di propriet attraverso
aste  miliardarie.  L'editore  Giunti  di  Firenze  ha  curato  una
preziosa edizione fotografica dei manoscritti leonardeschi.

Machiavelli  Niccol  (1469-1527).  Nacque  e  mor  a   Firenze.
Segretario della cancelleria della repubblica instaurata a  Firenze
dopo  la  cacciata  dei Medici, partecip a varie ambascerie  sulle
quali  scrisse importanti relazioni: Ritratto delle cose di Francia
(1510),   Ritratto  delle  cose  della  Magna  [Germania]   (1512).
Rientrati  i  Medici  a Firenze, nello stesso 1512  Machiavelli  si
ritir  all'Albergaccio di Sant'Andrea in Percussina,  una  piccola
frazione nei pressi di San Casciano (Firenze), dove scrisse le  sue
opere  pi importanti: i Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio
(1513); il Principe (1513); i dialoghi Dell'arte della guerra (1519-
1520); la Vita di Castruccio Castracani (1520). Allo stesso periodo
risale  anche  la  stesura delle sue opere letterarie:  il  Dialogo
intorno  alla nostra lingua (1515), la commedia Mandragola  (1518),
la  novella  Belfagor  arcidiavolo e il poemetto  allegorico  Asino
d'oro.  Rientrato a Firenze nel 1520, Machiavelli ebbe  dai  Medici
l'incarico di scrivere le Istorie fiorentine, delle quali  realizz
i  primi  otto libri, dalla caduta dell'impero romano al 1492.  Nel
1524 scrisse la sua seconda commedia, Clizia. Cacciati nuovamente i
Medici e restaurata la repubblica nel 1527, Machiavelli si ritir a
vita  privata  e poco dopo mor. E' sepolto nella Chiesa  di  Santa
Croce a Firenze.

Moro  Tommaso  (1478-1535). Thomas More nacque e mor  a  Londra.
Partecip   attivamente   alla  vita  politica   del   suo   paese,
l'Inghilterra, dove svolse le funzioni di cancelliere del re Enrico
ottavo.  Essendosi rifiutato di aderire alla riforma anglicana,  fu
condannato  a  morte  e  decapitato.  La  Chiesa  cattolica  lo  ha
canonizzato.  La sua opera pi famosa e importante    Utopia,  del
1516.

Ramo  Pietro (1515-1572). Nacque a Cuth, in Piccardia, e  mor  a
Parigi.  Pierre  de la Rame, logico e grammatico, si  oppose  alla
logica  aristotelica. Le sue posizioni antiaristoteliche  trovarono
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soprattutto  in  due  opere:  le  Dialecticae  institutiones  e  le
Aristotelicae   animadvertiones.  Questi  scritti  suscitarono   la
reazione  dello stesso re Francesco primo, che viet a Pietro  Ramo
l'insegnamento. L'ostilit nei suoi confronti aument dopo  la  sua
conversione al calvinismo nel 1561. Fu ucciso durante la strage  di
ugonotti  (calvinisti) nella notte di San Bartolomeo del 1572,  nel
corso delle guerre di religione in Francia. Tra le sue opere, oltre
a  quelle gi citate, si possono ricordare: una Grammatica  (1572),
le  Collectanae prefationes, le Epistolae e le Orationes (1577), le
Scholae in tres primas liberales artes (pubblicate postume nel 1581-
1594).

Valla Lorenzo (1407-1457). Nacque e mor a Roma. Insegn retorica
a  Piacenza e a Pavia e, per alcuni anni (1437-1448) visse a Napoli
presso  la corte di Alfonso d'Aragona. Al 1431 risale la sua  prima
grande opera, il De voluptate, destinata ad essere rielaborata  nei
tre  libri del De vero falsoque bono. Tutte le sue opere pi famose
furono  redatte  durante  la sua permanenza  a  Napoli:  Elegantiae
latinae   linguae  (1435-1444),  De  libero  arbitrio  (1435-1439),
Dialecticae  disputationes (1439), il celebre De falso  credita  et
ementita  Constantini donatione (1440), De professione religiosorum
(1442)  e i tre libri Historiarum Ferdinandi regis Aragoniae (1445-
1446).   Tornato   a  Roma  nel  1448  vi  apr  una   scuola   per
l'insegnamento  della  retorica e scrisse,  oltre  ad  altre  opere
minori,  le  In Novum Testamentum adnotationes (1449), che  saranno
pubblicate da Erasmo da Rotterdam.

Vasari  Giorgio (1511-1574). Nacque ad Arezzo e mor  a  Firenze.
Pittore  e  architetto, si dedic anche alla  scrittura  sull'arte.
Artista ufficiale della corte di Cosimo primo de' Medici, ide, fra
l'altro,  la sistemazione degli Uffizi e del Salone dei Cinquecento
in  Palazzo Vecchio. A Pisa realizz il Palazzo dei Cavalieri,  dal
1846  sede  della  Scuola Normale Superiore, trasformando  l'antica
sede  comunale  di  origine medievale.Sempre  a  Pisa  progett  il
Palazzo dell'Orologio, nel quale sono incorporati edifici medievali
(tra  cui  la  "Torre  della  fame", dove  fu  rinchiuso  il  conte
Ugolino). La sua opera Le vite dei pi eccellenti pittori, scultori
et  architettori, rappresenta non solo una fonte essenziale per  la
storia  dell'arte italiana, ma anche una riflessione  pi  generale
sul significato dell'arte nel Rinascimento.
